Le vie di comunicazione – Le mulattiere

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Le comunità non sono entità autosufficienti e, come tali, sono in stretta relazione tra di loro, sono cioè interdipendenti e danno vita a rapporti di tipo economico commerciale e culturale, che un tempo esigevano relazioni dirette, non virtuali come accade oggi. Dunque la mobilità era fondamentale. Per garantire l’interscambio era quindi indispensabile una rete efficiente della viabilità costituita da mulattiere e da sentieri opportunamente studiati per garantire un rapido e sicuro collegamento interno al territorio comunale e con le altre comunità.

È emblematica la scelta del comune di Gandino di realizzare nel 1466 la “Via della lana” (realizzata in soli tre anni) per abbreviare il tragitto verso la Val Cavallina e da qui proseguire verso il Tirolo e la Baviera, dove i nostri commerci erano fiorenti. Una attenta analisi della capillare rete di comunicazione fa emergere la vivacità delle interrelazioni. I tracciati, molti dei quali ancora esistenti ma colpevolmente trascurati, erano attentamente studiati tenendo conto sia delle caratteristiche del luogo, sia della massima efficienza. Grande attenzione veniva riservata alla manutenzione e ciò al fine di pesare il meno possibile sulla tassazione dei cittadini.

È interessante, ad esempio, osservare il tracciato a mezza costa che collegava Barzizza a Cazzano Sant’Andrea, quando il comune era unico. Anche il sentiero cha da Barzizza conduceva e conduce tutt’ora a Cirano propone una quota altimetrica pressoché costante. Di altrettanto interesse erano i sentieri che collegavano i paesi della Valle Gandino ai nuclei abitati posti lungo il fiume Serio. Importanti per l’economia contadina erano altresì le mulattiere che conducevano ai pascoli di montagna, spesso lastricate e delimitate lateralmente da muricci a secco realizzati con pietre provenienti dalla pulizia dei prati. Non di rado i camminamenti, che avevano anche la funzione di delimitare i fondi di proprietà, erano affiancati da arbusti che producevano frutti per l’uomo e pastura per gli uccelli (nocciolo, rovo, corniolo, sanguinello, sorbo montano) e, al contempo garantivano ai passanti frescura e protezione dal sole estivo.

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