Convento delle Suore Orsoline

Il monastero benedettino di S. Carlo a Gandino (Bergamo) fu fondato il 16 ottobre 1610, anno della canonizzazione del cardinale Carlo Borromeo, il santo arcivescovo di Milano che era rimasto nella memoria dei gandinesi per la sua visita apostolica alla parrocchia nel novembre del 1575. Una ducale veneta del 16 ottobre 1610 concedeva il permesso «alla terra di Gandino di poter in essa edificar un Monastero di Monache ad accrescimento del culto di Dio, e commodità di molte povere figlie di quel luogo». La costruzione del grande edifi cio iniziò probabilmente subito, ma si protrasse per vari anni. Il 23 marzo 1616, il vescovo di Bergamo Giovanni Emo inviò una relazione alla S. Congregazione dei Regolari, nella quale scrisse che «la fabbrica è ridotta a termine tale che i muratori non havranno da entrare nel monastero, se altro non accade. La chiesa è compitamente finita. L’altare è tenuto, ornato e uffi tiato con molta decenza, havendo croci, tovaglie, palii et altre cose necessarie copiosamente… Le muraglie del monasterio a torno sono alte, forti e ben fondate; non è dominato da alcuna fabrica vicina… Si è fatto un appartamento separato per l’educande».

Dalla lettera del Vescovo si conoscono anche altri particolari: la chiesa del monastero era dedicata a S. Carlo Borromeo; la regola adottata era quella di S. Benedetto; il monastero aveva una rendita di 300 scudi annui, sufficiente per 13 monache, e l’abitazione poteva ospitare 25-30 religiose. La lettera del vescovo si conclude con la richiesta di poter espletare le formalità necessarie a rendere il monastero operante a tutti gli effetti: «… attendono adesso con molto desiderio la gratia della S. Congregatione della clausura di dare alle sudette nove figliole [presenti nel monastero e in attesa di potersi consacrare a Dio] l’habito, nel quale sono risolute di servire Dio, la facoltà di pigliare zitelle secolari ed educarle, et di levare da uno o più monasteri della regola di S. Benedetto in questa città e diocesi… quattro monache, due per il governo delle nove sudette et altre due per l’educatione».

La fondazione venne ufficializzata l’anno dopo, il 10 marzo 1617, da un «breve» di Paolo V, ma l’inizio ufficiale della vita monastica benedettina porta la data del 27 ottobre 1622: «Fabricato il nuovo Monastero per le Monache di S. Carlo di Gandino, ch’esser dovevano dell’ordine di S. Benedetto, e già allestite le prime vergini, che volevano il santo instituto abbracciare, hoggi da Bergamo levate fuori del monastero di S. Benedetto le madri Donna Vittoria Beroa, D. Theodora, e D. Girolama Cacciani vi si condussero perché fossero di quel nuovo Monastero le fondatrici, e di tutte le altre direttrici e Maestre. Così, dato principio a quel Venerando Collegio de Vergini, che con ogni spirito, e religione va nel culto di Dio perseverando».
Il numero delle monache era, a quella data, salito a quaranta. La loro vita quotidiana era intessuta di silenzio, di contemplazione, di lavoro manuale. Avevano anche un piccolo educandato che, nel corso di due secoli, fu frequentato da 175 ragazze dai 7 ai 25 anni, provenienti da vari paesi della Valle Seriana, da Bergamo e da Venezia. La chiesa di san Carlo fu consacrata il 18 ottobre 1638 dal vescovo Luigi Grimani (1633-1656), come risulta dalla lapide già murata sopra la porta della chiesa stessa e oggi conservata nel vicino comunicatorio. Nel 1780 il monastero ospitava ancora trenta religiose, quasi tutte appartenenti a importanti e nobili casati.

Venne soppresso nel 1810, in applicazione dei decreti napoleonici. Come si legge nel verbale di soppressione, il 21 maggio il Delegato governativo convocò le 34 monache nella stanza adiacente alla chiesa (il comunicatorio) e comunicò loro il decreto di soppressione: entro 50 giorni dovevano lasciare il monastero e portare con sé solo gli effetti strettamente personali; sarebbe stata loro assegnata una pensione annua. Le monache che non volevano ridursi allo stato laicale, potevano trasferirsi in uno dei monasteri in cui venivano concentrate religiose di diversi Ordini soppressi. Tutti i mobili e gli oggetti del monastero furono inventariati e venduti all’asta nel settembre del 1810. L’edificio passò dapprima al demanio e successivamente in proprietà di privati fino al 1880, anno in cui fu acquistato dalle suore Orsoline. Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, l’istituto ebbe un discreto incremento numerico di suore e di comunità in Valle Seriana, nel capoluogo e nella pianura bergamasca, soprattutto con l’istituzione delle nuove scuole per l’infanzia nelle parrocchie. Per meglio coordinare l’attività delle varie case e migliorare le comunicazioni con le autorità ecclesiastiche, Madre Innocente Mazza (1871-1960), superiora generale dal 1921 al 1939, trasferì la casa generalizia e il noviziato da Gandino a Bergamo, presso l’ex monastero degli Umiliati «de la Magione», in via Masone. L’acquisto avvenne nel 1922 e la data ufficiale del trasferimento fu il 14 agosto 1923. Il convento di Gandino ha tuttavia continuato ad essere la casa più significativa per l’istituto, lo scrigno delle memorie antiche, e soprattutto il luogo del riposo e della cura delle suore anziane o ammalate.

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Gandino

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