Edizione
dopo edizione
Dopo la prima edizione del 1931 disputata da Renzo Archetti e Giovanni Bonazzi, vi fu certamente una rivincita nel 1932, nella quale Archetti replicò il successo.
Non è dato sapere se questo secondo successo chiuse di fatto la scommessa, oppure se ad avere il sopravvento furono la partenza per l’Africa di Bonazzi e l’attività lavorativa a Milano di Archetti: sicuramente non vi sono tracce storiche certe di edizioni disputate nuovamente nell’anteguerra.
La “scommessa” fu riproposta, con protagonisti diversi, sul finire degli anni ’50 ma va detto che le cronache sono piuttosto frammentarie, e soltanto grazie ad alcuni appunti, raccolti in maniera disparata, è possibile percorrere una sorta di “albo d’oro” attraverso gli anni.
Un’edizione ben ricordata dagli annali e dalle immagini è quella del 1961, quando si confrontarono Lorenzo Rottigni impegnato verso Fiorano e Giovanni Parolini nella raccolta delle uova. La vittoria andò a Lorenzo Rottigni in circa 43 minuti, mentre Parolini aveva già raccolto l’ultimo uovo a circa 30 metri.
Nel 1962 sul percorso verso Fiorano si impose Felice Suardi, mentre protagonista della raccolta uova fu Pasquale Campana, che concluse la prova con una decina di uova a 15 metri.
Anche nel 1963 si impose il podista con il tempo di 45’54”, che si misurò probabilmente con diversi concorrenti alternatisi sulle uova, che comunque lasciarono lungo via Dante ben 12 uova a circa 50 metri.
Luigi Bombardieri e Felice Suardi disputarono l’edizione del 1964: ad imporsi fu Luigi Bombardieri che ultimò la raccolta uova in 43’45”, con 40” di vantaggio.
Nel 1965 la rivincita a ruoli invertiti era di fatto lanciata, ma un’indisposizione febbrile di Suardi all’ultimo momento dirottò sulla raccolta uova Battista Salvatoni (postino). Bombardieri completò il percorso podistico in un tempo piuttosto alto, quando Salvatoni doveva ancora raccogliere 11 uova, le più lontane: l’assoluta mancanza di allenamento del protagonista improvvisato all’ultimo momento si era fatta notevolmente sentire.
Nel 1966 Felice Suardi e Luigi Bombardieri unirono le proprie forze verso Fiorano, giungendo in Piazza Vittorio Veneto soltanto 10” dopo che Pasquale Campana e Lino Moro avevano ultimato la raccolta uova.
Vincitore “platonico” di quell’edizione fu, un giovane atleta che fuori gara completò l’andata e ritorno in 41’50”: si trattava di Valentino Nodari, un nome destinato a scrivere pagine importanti della manifestazione.
Nel 1967 Valentino Nodari vinse completando la raccolta uova in 42’01” e distanziando di 14” Luigi Bombardieri, attardato nel percorso di ritorno da Fiorano da un guaio ad una scarpa, che fece probabilmente sfumare la vittoria o quantomeno un finale all’ultimo secondo.
Nel ‘68 e ‘69 la rivoluzione studentesca e lo sbarco del primo uomo sulla Luna non fermano la Corsa delle Uova e Valentino Nodari, impegnato nel percorso podistico: nel 1968 ci fu la sconfitta contro Dino Bertocchi e Guerino Franchina alternatisi con cambi vorticosi nella raccolta uova, mentre nel 1969 ci fu il vittorioso riscatto e gli annali ricordano che furono ben tre i raccoglitori in via Dante, che lasciarono 8 uova a circa 80 mt.: Mauro Spampatti, Luigi Spampatti e Gianfranco Servalli.
La “Corsa de öf” non fu disputata nel 1970 (era l’anno dei mondiali messicani e di Italia-Germania 4-3) e nel 1972 (l’anno delle Olimpiadi di Monaco con l’attacco dei terroristi palestinesi), mentre nel 1971 si impose Giuseppe Bonandrini di Casnigo (Bichi) in 39’03”, con i raccoglitori Ruggero Bertocchi e Adriano Picinali che avevano 10 uova a circa 50 mt.
Nel 1973 si contesero la vittoria due fratelli: Guido e Ruggero Bertocchi. La vittoria andò a quest’ultimo (andata e ritorno in 43’03”) e Guido si difese con onore (7 uova residue a circa 30 mt.)
Dal 1974 al 1980 si disputarono soltanto tre edizioni, di cui due “sui generis” (nel 1976 e 1977) che furono disputate al Campo Sportivo comunale nel mese di agosto. Una differenza sostanziale che non consente di omologare tempi e prestazioni di quelle edizioni che videro vincitore in entrambe le occasioni Valentino Nodari.
Nel 1976 (tempo 38’47”) si arresero Maurizio Masinari, Guido Bertocchi e Gian Pietro Suardi (11 uova a circa 35 mt.); nel 1977 Valentino Nodari passò il testimone a Fiorano ad Aldo Moretti (36’54” il tempo complessivo) sopravanzando (6 uova a circa 75 mt.) i raccoglitori Lorenzo Caccia, Alberto Rudelli e Luigi Suardi.
Il 12 agosto 1978 si ritornò in Piazza Vittorio Veneto: Valentino Nodari (37’27” suo record personale) si impose ai tre raccoglitori che ancora disponevano di 5 uova a circa 80 mt. Si trattava di Alberto Rudelli, Alberto Bosio e Giambattista Bernardi.
Nel 1981, a cinquant’anni dalla prima edizione, l’Atalanta Club Valgandino (fondato appena due anni prima, nel 1979) decide di riportare in auge l’originale manifestazione, riproponendola nello scenario canonico di Piazza Vittorio Veneto.
Il gruppo di tifosi e simpatizzanti neroazzurri guidati dall’allora (e attuale) presidente Enzo Conti si attivò per l’idea del vicepresidente Lorenzo Rottigni (già vincitore nell’edizione del 1961), del consigliere Ruggero Bertocchi (vincitore nel 1973) e per l’opera del vulcanico segretario Piero Gelpi, prematuramente scomparso nel settembre 2023. Quello del 5 luglio 1981 fu un appuntamento in grande stile, che vide sulla linea di partenza due atleti che hanno scritto le pagine più importanti della “Corsa de öf”: Aldo Moretti (arcinoto con il soprannome di Spazzola) e Valentino Nodari.
La gara fu appassionante e Aldo Moretti si impose nella raccolta uova con il tempo di 38’08”, mentre Valentino Nodari giunse al traguardo con 15” di ritardo. A rendere più appassionante l’evolversi della sfida fu l’idea di seguire con un ponte radio il concorrente podista, per informare costantemente il pubblico assiepato in Piazza Vittorio Veneto. L’operazione fu possibile grazie alla collaborazione della Ciclisti Amatori La Politecnica, che con la staffetta motociclistica di Piero Volpi e l’ammiraglia a far da base in piazza, assicurò un servizio che negli anni è stato successivamente gestito con grande professionalità dal Gruppo CB Valgandino.
Nel 1982, l’anno dell’Italia campione del mondo, la gara si disputò il 4 luglio e un singolare caso di omonimia vede di nuovo impegnato nella “Corsa de öf” Giovanni Bonazzi, pioniere della gara nel 1931. Il giovane atleta si impone in 42’11”, mentre Giacomo Torri aveva ancora 3 uova a circa 50 metri. Ruoli ed esito ribaltato il 2 luglio 1983 (probabilmente la prima edizione svoltasi in notturna) con la vittoria di Giacomo Torri (39’47”) e Giovanni Bonazzi che aveva ancora 13 uova a circa 6 metri. La serata assume toni da sagra paesana, e la disputa in notturna consente di abbinare una serata danzante, sulle note del gruppo gandinese dei Little Blues.
L’edizione del 1984 (disputatasi sabato 30 giugno) vede primeggiare Aldo Moretti che imponendosi nel percorso podistico stabilisce anche un record ad oggi imbattuto: 35’57” nell’andata e ritorno da Fiorano. Nulla può nella raccolta delle uova la staffetta di Ivan Zenucchi e Franco Paris, che comunque lasciano in via Dante sui mucchietti di segatura un solo uovo.
Una staffetta nella raccolta uova anche il 13 luglio 1985, con Ivan Paris e Giovanni Loverini, che con 2 uova a circa 50 mt. devono lasciare la vittoria a Franco Zenucchi che completa l’andata e ritorno in 40’26”.
Particolare di rilievo per l’edizione 1985 la presenza alle premiazioni dell’allora Ministro dell’Agricoltura on. Filippo Maria Pandolfi, presente a Gandino per una riunione amministrativa.
La statistica vede favorito il podista, che pur dovendo affrontare una maggiore distanza gode di una maggior continuità d’azione rispetto al raccoglitore. Una “regola” cui non sfugge nemmeno l’edizione del 1986 (5 luglio) quando si impone Giuseppe “Gerry” Masinari (38’37”) rispetto alla staffetta formata da Quirino Stefani e Claudio Caccia, che avevano 7 uova a circa 35 mt.
Masinari si ripete il 4 luglio 1987 (37’32”) quando si impone ad Aldo Moretti che lascia sui mucchietti le 3 uova più lontane. Si tratta di un’edizione celebrata con particolare risalto, grazie all’appoggio della famiglia di Giovanni Bonazzi che ricorda in tal modo il ventesimo anniversario della scomparsa del primo concorrente della gara. In quell’anno fu avviata, grazie alla collaborazione del Gruppo Alpini, la serata gastronomica abbinata alla festa, con servizio di ristoro gratuito a base di uova, frittata e vino
Nel 1988 (il 2 luglio) torna alla ribalta Valentino Nodari che si impone in 38’28”, mentre Gianmarco Giupponi (atleta di Camerata Cornello e portacolori dell’Atletica San Giovanni Bianco) lascia 9 uova fra i 70 e gli 80 metri. Il 1 luglio 1989 si impone Luciano Bosio (andata e ritorno in 38’45”) mentre Aldo Moretti aveva due sole uova (le più lontane).
Il 29 giugno 1990, causa concomitanza con i mondiali calcistici, la “Corsa de öf” viene disputata per la prima volta nella sera di venerdì e viene riproposta la classica sfida fra Valentino Nodari e Aldo Moretti. Si impone Valentino Nodari (38’37”) con un finale entusiasmante, che vede Moretti vicinissimo al successo, con tre sole uova a circa 15 mt.
La “rivincita” per Moretti arriva il 6 luglio 1991 quando a dieci anni dall’ultima vittoria del raccoglitore (da lui stesso ottenuta) completa la raccolta uova in 40’21”, precedendo Giovanni Loverini di 45”.
Il 4 luglio 1992 si svolge l’edizione destinata forse a restare fra le più combattute: nel percorso podistico è impegnato Giovanni Loverini e nella raccolta uova Aldo Moretti, in pratica la rivincita dell’edizione precedente. Un forte temporale rende la gara memorabile, ma ancor di più contribuiscono le gesta dei due atleti che illuminano la serata con un finale esaltante: Giovanni Loverini giunge in Piazza Vittorio Veneto in 40’03” (un minuto meglio dell’edizione 1991), proprio mentre Aldo Moretti sta per depositare nella carriola l’ultimo uovo. Attimi concitati sembrano assegnare alla prova un clamoroso e inedito “pareggio”, ma è concorde il giudizio nell’assegnare la vittoria a Loverini e stimare in circa 2 metri il lievissimo ritardo di Moretti.
Il 2 luglio 1993 a dar vita alla “Corsa de öf” sono due atleti più volte campioni italiani e mondiali nella Corsa in montagna: Privato Pezzoli e Fausto Bonzi. Si impone Pezzoli in 36’44”, ma Faustino Bonzi (minuto atleta di Dossena) stabilisce una prestazione sulle uova (pur non cronometrata) che è sicuramente fra le migliori di ogni tempo: all’arrivo di Pezzoli per Bonzi restano in via Dante soltanto il 57° ed il 58° uovo. Completando l’opera avrebbe probabilmente stabilito il record di raccolta uova.
Privato Pezzoli si impone “per due uova” anche il 1 luglio 1994, con il tempo di 38’41”; l’antagonista Claudio Amati (portacolori come Pezzoli della Valli Bergamasche) non aveva raccolto il 45°e 46° uovo. In quell’occasione viene inaugurata la nuova illuminazione di Piazza Vittorio Veneto.
Nel 1995 si impone Adriano Caccia con il tempo di 40’14”, mentre Oliviero Bosatelli sfiora l’affermazione con 6 uova residue, a soli 10 mt. circa. Per l’Atalanta Club Valgandino la serata coincide con i festeggiamenti per il ritorno in serie A della formazione bergamasca, e Piazza Vittorio Veneto viene pavesata di neroazzurro, alla presenza di Titta Rota, ex giocatore e allenatore, nonché presidente del Centro Coordinamento Atalanta Clubs.
Il 5 luglio 1996 la vittoria non sfugge a Bosatelli, che completa la raccolta uova con il nuovo tempo record, tuttora imbattuto: 37’44”. Adriano Caccia (originario del Brasile ed ospite in Italia di una famiglia gandinese) si migliora rispetto all’edizione precedente (39’42”) con una grande frazione di ritorno, ma nulla può contro l’ottima prova di Bosatelli.
Il 4 luglio 1997 ancora una zampata di Aldo Moretti nel percorso podistico (38’31”), e grande prova di Ben Alioua, gandinese oriundo marocchino, che completa la raccolta uova (all’arrivo di Moretti era di ritorno verso la carriola) in 38’42”.
Nel 1998, 2 luglio, la vittoria arride ad Attilio Testa che raccoglie le 100 uova in 40’24” e prevale su Valentino Nodari, che porta a termine l’andata e ritorno in 41’34”.
Nel 1999 un’edizione particolarmente importante: l’Atalanta Club Valgandino celebra il ventennale di fondazione e viene posta in Piazza Vittorio Veneto la stele commemorativa che segnerà per sempre la linea di partenza, in corrispondenza dello zampillo laterale della fontana. I festeggiamenti vengono avviati una settimana prima con l’esposizione della Ferrari di Formula 1 presso l’Oratorio di Gandino e culminano nella sera del 2 luglio, quando in Piazza Vittorio Veneto è attivo un Ufficio Postale speciale per l’apposizione dell’annullo commemorativo emesso dalle Poste Italiane per l’occasione, con apposita cartolina illustrata. In collaborazione con il Centro Culturale Postale Gandinese viene allestita una mostra a tema sportivo denominata “Venti denti per lo sport”. L’inaugurazione della stele di Piazza Vittorio Veneto avviene per mano di Celestina Cairoli vedova Archetti e Anita Pezzoli vedova Bonazzi. I familiari di Giovanni Bonazzi offrono all’Atalanta Club Valgandino una preziosa terracotta appositamente modellata dall’artista Flavio Pozzi.
Protagonista vittorioso dell’edizione 1999 è per l’ennesima volta Valentino Nodari, che porta a termine il percorso podistico in 40’59”, mentre Attilio Testa giunge con l’ultimo uovo a poco più di venti metri.
L’edizione del 2000 non fu disputata a causa dei lavori di ripristino della pavimentazione di via Dante, che hanno contemplato anche la posa dei cubetti segna-uovo.
Venerdì 29 giugno 2001 si celebra il Settantesimo della prima edizione e per l’occasione viene presentato il libro curato da Giambattista Gherardi che racconta per la prima volta la storia della gara. Il Comune di Gandino, la Pro Loco ed il Credito Bergamasco offrono il proprio patrocinio, rendendo possibile anche la realizzazione di un piccolo pieghevole illustrato. A completare le novità c’è la nuova pavimentazione di via Dante con i cubetti numerati segna-uovo, realizzati in marmo di Carrara.
L’evento agonistico ha visto protagonisti Oliviero Bosatelli ed Attilio Testa, che hanno dato vita ad una sfida appassionante dopo il “via” decretato da mons. Lorenzo Frana, già Osservatore della S.Sede all’UNESCO a Parigi, mossiere d’eccezione in occasione dei festeggiamenti per il cinquantesimo di sacerdozio. Bosatelli (attuale detentore del record nella raccolta uova) ha completato la prova in 39’26”, quando i ponti radio del Gruppo Amici CB Valgandino annunciavano prossimo l’arrivo da Fiorano al Serio di Attilio Testa, giunto con 36” di ritardo.
Vittoria del podista nel 2002: Attilio Testa col tempo di 39’ e 31” ha battuto sul filo di lana Oliviero Bosatelli rimasto staccato per una quarantina di metri, quando stava per portare alla meta l’ultimo uovo. A dare il via il sindaco di Gandino, Gustavo Maccari, eletto da poche settimane.
Attilio Testa, 29 anni, ottiene la sua terza vittoria personale nel 2003 gareggiando nella raccolta delle cento uova e prevalendo sul podista Alessandro Bertocchi, 30 anni, alla sua prova d’esordio. Il vincitore si impone in 39’59” mentre l’avversario impiega per percorrere il tratto Gandino-Fiorano al Serio e ritorno il tempo di 41’29”.
Attilio Testa fa poker personale (e terza vittoria consecutiva) nel 2004. L’atleta gandinese, affiliato a La Recastello di Gazzaniga, impegnato nella raccolta delle uova, ha la meglio su Salvatore Guardiano (anche lui della Recastello), esordiente nel ruolo di podista verso Fiorano e ritorno. Il vincitore ha impiegato 41’01”, mentre il battuto ha ottenuto 42’41”, pagando nel finale lo sforzo compiuto. Lo sprint finale di Attilio Testa è stato accompagnato, come ormai piacevole consuetudine, dal padre Emilio che lo ha affiancato e incoraggiato a gran voce, insieme al pubblico, nel depositare sul traguardo l’ultimo uovo.
Attilio Testa ottiene la quinta vittoria personale nel 2005 (1 luglio). Il suo personale palmares ricorda infatti la vittoria d’esordio nel 1998 e le quattro consecutive dal 2002 al 2005 (ad esse si aggiungerà poi la vittoria da raccoglitore del 2008). Attilio completa la raccolta delle uova con il tempo di 39’49”. Salvatore Guardiano, suo degno avversario, percorre il tratto Gandino-Fiorano e ritorno in 41’19”. Nel 2005 Testa e Guardiano hanno ricevuto ”l’investitura” a concorrenti soltanto un paio di settimane prima della gara. I designati (i giovani Mattia e Luca Lanfranchi) sono purtroppo stati protagonisti insieme di un incidente in bicicletta a metà giugno, che ha loro impedito di essere presenti.
I due ragazzi sono puntuali al via nel 2006, quando in qualità di «raccoglitore» Mattia Lanfranchi vince la gara. Il giovane atleta gandinese (impegnato nello sci di fondo giovanile) completa la raccolta delle uova con il tempo di 44’09”. Luca Lanfranchi «corridore» (con il quale nonostante il cognome non vi sono stretti legami di parentela) percorre il tratto Gandino-Fiorano e ritorno in 45’50”. Anche Luca è una giovane promessa dello sci e paga nel finale, sulla salita fra Leffe e Gandino, una fase discendente corsa a ritmo sostenuto. A dare il via dell’edizione 2006 sono Anita Pezzoli Bonazzi e Angela Archetti, rispettivamente vedova e figlia degli ideatori della gara.
Edizione celebrativa anche quella del 2007, in coincidenza con il Centenario di fondazione dell’Atalanta B.C. Fra le novità la marchiatura numerata e neroazzurra delle uova e la presentazione del remake dell’inno «Forza Atalanta» di Marino Magrin, inciso nel 1984 dal Club Valgandino. A contendersi l’onore della vittoria sono stati (come nel 2006) Mattia e Luca Lanfranchi, il primo impegnato verso Fiorano e l’altro nella raccolta delle uova. Mattia ha bissato il successo chiudendo in 41’04” ritornando in piazza Vittorio Veneto quando Luca, costantemente incitato dal foltissimo pubblico, doveva ancora raccogliere 11 uova poste lungo gli ultimi 40 metri. Applausi per entrambi i concorrenti anche da parte dei ragazzi dell’Atalanta Master Campus, accompagnati a Gandino da Giorgio Magnocavallo, l’ex atalantino che ha fatto da mossiere alla gara.
Il 2008 è l’anno in cui per la prima volta la Corsa delle Uova viene abbinata alla successiva Notte Bianca e la presenza di pubblico si moltiplica a dismisura. L’edizione viene vinta da Attilio Testa, impegnato nella raccolta delle uova, che batte Luca Lanfranchi. Con un finale in crescendo, Testa completa la raccolta in 41’00”, precedendo lo sfidante che chiude in 44’18”. Lanfranchi cede un poco nella salita finale verso Gandino, migliorando comunque la sua prestazione rispetto al 2006.
La vittoria dell’edizione 2009 va ad un esordiente, Battista Maccari, 23 anni, che completa il tratto podistico in 41’12” (andata in 18’39”), mentre Mattia Lanfranchi lascia sui mucchietti di segatura quattro uova (25- 26- 49 e 50).
Pubblico delle grandi occasioni il 2 luglio 2010, con minaccia di pioggia scongiurata in extremis ed epilogo appassionante. Ad affrontarsi a parti invertite sono i protagonisti dell’edizione 2009, Battista Maccari e Mattia Lanfranchi, con quest’ultimo che ottiene la rivincita. Mossiere d’eccezione il prevosto mons. Emilio Zanoli, destinato dal settembre successivo a guidare la parrocchia di Cologno al Serio. Mattia Lanfranchi ha completato la prova podistica in 42’24”: un tempo che ha risentito dell’afa serale, ma sufficiente per vincere di misura. Quando è tornato sulla linea di partenza a lato della fontana di piazza Vittorio Veneto, Maccari era infatti intento a raccogliere il centesimo uovo, quello collocato a 36 metri.
Nel 2011 (ottantesimo anno della gara) la corsa fu vinta da Luca Lanfranchi, podista, impostosi su Andrea Franchina, costretto al ritiro da un malore. Per fortuna nessuna conseguenza e soltanto un affaticamento con stress agonistico, e a suo modo una “prima volta” nella storia della gara. Il malore è avvenuto dopo che Andrea Franchina aveva raccolto 68 uova in circa 26’18”. Luca Lanfranchi ha chiuso in 41’53”, accasciandosi sfinito anch’egli subito dopo il traguardo. A dare il via alla corsa 2011 sono stati Lorenzo Rottigni e Giovanni Parolini, nel 50esimo della sfida che li vide impegnati nell’edizione 1961.
Due fratelli si sono contesi la gara il 29 giugno 2012. Al via c’erano infatti Luciano e Danilo Bosio di Peia, plurititolati nella corsa in montagna. Luciano Bosio ha vinto con il tempo di 38’49”, mentre Danilo Bosio doveva ancora raccogliere due sole uova, quella a 21 e quella a 22 metri. A dar lustro alla manifestazione l’esordio assoluto (proprio a Gandino) dello stand de “L’Eco Café”, promosso da L’Eco di Bergamo. Notevole anche l’afflusso di filatelici nella Sala Ferrari di Piazza Vittorio Veneto, per l’annullo postale emesso da Poste Italiane dedicato al Centenario del titolo di Basilica alla chiesa di Gandino, ottenuto nel 1911. Per l’occasione il mossiere è stato il prevosto don Innocente Chiodi, nel 25° di ordinazione. Don Innocente è stato ordinato nel 1987, unitamente a don Stefano Bonazzi, figlio dell’ideatore della Corsa delle Uova, Giovanni Bonazzi.
Bagno di folla incredibile nel 2013, con le cronache che segnalano almeno 10.000 presenti, per applaudire i concorrenti Andrea Franchina e Alessandro Noris. La vittoria è andata all’esordiente Noris (skyrunner della Scais 3038) che ha completato in 40’18’’ il tratto da Gandino a Fiorano al Serio e ritorno, mantenendo nel finale in salita il vantaggio acquisito con una discesa dal ritmo intenso. Al ritorno di Noris in piazza Vittorio Veneto, Andrea Franchina (triathleta già sfortunatamente in gara nel 2011) aveva raccolto 96 uova: sui mucchietti di segatura sono rimaste solo le quattro uova più lontane. Curiosità da segnalare il fatto che l’autoarticolato che quella sera trasportava a Gandino il trenino turistico della Notte Bianca, è rimasto coinvolto in un incidente nella galleria Montenegrone e il treno ha dovuto percorrere su strada l’intera Val Seriana. Una sorta di inconsapevole «revival» della ferrovia chiusa nel 1967, cui la corsa è legata perché proprio il passaggio a livello di Fiorano era il “metà gara” del podista. Mossiere dell’edizione 2013 è stato Marino Lazzarini, presidente del Centro coordinamento Atalanta clubs.
Finale al cardiopalma nell’edizione 2014 fra due atleti che nonostante l’inclemenza del tempo hanno dato vita a un’epica sfida. La vittoria è andata a Luca Lanfranchi, che ha completato con successo in 40’35” il percorso verso Fiorano. Quando è arrivato in piazza l’amico-rivale Alessandro Noris stava raccogliendo l’ultimo uovo, a circa settantacinque metri dal via.
Il vincitore, dopo aver ricevuto l’abbraccio dello sconfitto e quello di tanti comuni amici, ha sigillato la vittoria improvvisando un tuffo nella vicina fontana. Lanfranchi, alla sua quinta partecipazione ha aggiunto questo successo a quello conquistato nel 2011. Il via ai concorrenti è stato dato da Anita Pezzoli (vedova di Giovanni Bonazzi, ideatore della gara) e Claudio Calzana, direttore dei progetti editoriali e culturali di Sesaab, nuovamente presente con L’Eco Café.
La «Corsa delle uova» non ha tradito le attese nemmeno nel 2015 e ha incoronato vincitore l’esordiente Marco Piazzalunga, 28 anni, che ha chiuso l’andata e ritorno a Fiorano in 41’04”. Al suo ritorno in piazza, Alessandro Noris era a soli venti metri dal depositare il centesimo, conclusivo uovo. Un film già visto per Noris nell’edizione precedente. Una sorta di maledizione che ha un’indiziata decisiva nella pioggia, causa del fondo estremamente scivoloso della piazza. Alessandro a metà gara è anche caduto, perdendo secondi decisivi. Dal canto suo Piazzalunga ha sfoderato una prestazione convinta, toccando il giro di boa a Fiorano in 18’30”. La vittoria all’esordio (come riuscì a Noris da podista nel 2013) non è certo aspetto secondario. Anita Pezzoli Bonazzi ha dato il via alla gara con il figlio don Stefano (parroco di San Giustino a Roma) e don Alessandro Angioletti, curato a Gandino destinato a guidare da parroco le parrocchie di Ponte Nossa e Ponte Selva. All’arrivo un comprensibilissimo gesto di stizza di Noris ha subito lasciato spazio ad abbracci e complimenti incrociati, con tanto di bagno nella fontana per Piazzalunga, osannato dagli amici. Nel corso della successiva Notte Bianca un momento a suo modo “storico”: la presentazione della nuova Asd Gandinese 2015, iscritta al campionato di terza categoria con i colori rossoneri.
Sabato 11 luglio 2015, per la prima volta in 84 anni, la “Corsa delle Uova” è anche uscita dal centro storico di Gandino per essere proposta a Milano, nell’ambito dell’Esposizione Universale Expo 2015. L’opportunità è arrivata grazie ad “EXPOfactory”, il progetto che coniugava iniziative culturali e didattiche a Cascina Merlata, all’ingresso sud. In cabina di regia la Comunità del Mais Spinato, l’Atalanta Club Val Gandino e l’agenzia E.venti di Alzano Lombardo, guidata da Elisabetta Lanfranchi ed Andrea Amighetti. La “special edition” milanese ha incuriosito i visitatori di Expo (Merlata era porta d’accesso per i gruppi) ed è stata disputata su una distanza limitata a 42 uova (depositate lungo il viale centrale di Cascina Merlata), con un implicito richiamo alla distanza della maratona. I podisti hanno invece percorso quattro giri ad anello nel vicino parco di accesso al gate sud di Expo. A coordinare gli aspetti tecnici del pomeriggio milanese è stato Valentino Nodari, vero e proprio alfiere della Corsa, avendola disputata per ben 11 volte (più una fuori gara nel 1966). Nelle varie prove-esibizione si sono alternati Alessandro Noris (protagonista a Gandino negli ultimi tre anni e vincitore nel 2013), Luca Lanfranchi (vincitore nel 2011 e 2014), Luciano Bosio (vincitore nel 2012), il giovane Simone Aresi e l’inossidabile Mario Poletti, detentore del record di percorrenza sul Sentiero delle Orobie e grande specialista dello skyrunning, dove è stato anche vicecampione del mondo.
Nel 2016 Alessandro Noris ha finalmente rotto l’incantesimo della raccolta uova e la maledizione della pioggia, facendo sua l’ennesima appassionante edizione della Corsa delle Uova. Dopo la pioggia degli ultimi tre anni il meteo si è mantenuto al bello, consentendo a Noris di evitare le insidie della pavimentazione scivolosa di piazza Vittorio Veneto e respingere l’attacco dell’amico-rivale Luca Lanfranchi, impegnato nella prova di corsa verso Fiorano e ritorno. Noris ha depositato il centesimo uovo, accompagnato dal boato delle migliaia di spettatori presenti, quando il cronometro segnava 41’02”, mentre Lanfranchi ha chiuso la prova in 42’38”. Per Noris (già vincitore da corridore nella prova d’esordio del 2013) la vittoria è una sorta di liberazione, dato che nelle ultime due edizioni aveva visto ritornare in piazza il corridore (lo stesso Lanfranchi nel 2014 e Marco Piazzalunga nel 2015) mentre si accingeva a depositare l’ultimo uovo. L’affermazione del raccoglitore non si verificava dal 2008, quando vinse Attilio Testa. Aldo Moretti e Valentino Nodari hanno fatto da mossieri, nel ricordo della sfida che li vide contrapposti nel 1981. Durante la serata l’Atalanta Club Valgandino ha presentato la nuova edizione del libro curato da Giambattista Gherardi, dedicato alla storia della Corsa e alle sue curiosità, con albo d’oro, galleria fotografica e Qr Code interattivi legati a contributi video. I proventi della vendita del libro sono stati destinati ad un progetto di accoglienza protetta per ragazze madri della parrocchia di San Giustino a Roma, guidata da don Stefano Bonazzi, figlio del Giovanni primo concorrente.
Nel 2017 Oliviero Bosatelli, ultrarunner vincitore nel 2016 del Tor des Géants in Valle d’Aosta, ha vinto la Corsa venerdì 30 giugno. Al rintocco delle 20.30 (suonate manualmente dal campanile della Basilica, dopo che un fulmine ha messo fuori uso l’impianto collegato con l’orologio del Municipio), Bosatelli è scattato verso Fiorano, completando la prova podistica nel tempo di 40’30”. A sfidarlo è stato Marco Piazzalunga, ciranese portacolori della Recastello Radici Group, che si è cimentato nella raccolta delle uova. All’arrivo di Bosatelli, Piazzalunga doveva ancora raccogliere 6 uova, poste a circa 50 metri dal traguardo. A dare il via, insieme a Ferruccio Bonazzi figlio del compianto Giovanni Bonazzi (primo raccoglitore nel 1931) c’era quale mossiere anche Valentino Nodari, veterano della Corsa che cinquant’anni prima aveva partecipato per la prima volta. Durante le premiazioni a Valentino Nodari è andato un premio speciale “alla carriera”. La cerimonia di premiazione ha coinvolto anche l’Asd Gandinese 2015, che ha festeggiato la promozione in Seconda Categoria e presentato la nuova squadra Giovanissimi. Per i concorrenti il classico trofeo con uovo d’argento creato dall’orafo Mauro Moioli ed anche un premio ufficiale dell’Atalanta B.C. in vista della nuova stagione che avrebbe riportato i neroazzurri in Europa. Bosatelli e Piazzalunga furono infatti ospiti del vernissage europeo al Comunale di Bergamo mercoledì 26 luglio, quando l’Atalanta affrontò i francesi del Lille nella 23esima edizione del Trofeo Bortolotti.
L’edizione 2018 viene disputata venerdì 29 giugno. In gara c’erano Giuliano Noris di Gandino (impegnato nella raccolta delle uova) e Maurizio Beltrami, originario di Leffe e residente a Costa Volpino. Entrambi si cimentavano per la prima volta nella gara. Ad imporsi è stato Giuliano Noris che ha chiuso la prova con il tempo di 42’28” raccogliendo il centesimo uovo (il più distante). Per Giuliano Noris la curiosità di un’inedita raccolta “in senso orario” (è mancino) e la soddisfazione condivisa innanzitutto in famiglia, con il fratello Alessandro, più volte concorrente e vincitore sulle uova nel 2016. Maurizio Beltrami ha completato la prova podistica verso Fiorano nel tempo di 43’09”. Prima del via momenti di silenzio ed intensa emozione per il ricordo dedicato a Renzino Rottigni, (corridore nell’edizione del 1961 e fautore della rinascita della manifestazione nel 1981). Al via, oltre al nipote di Renzino, Giorgio Rottigni, c’erano Ferruccio Bonazzi (figlio di Giovanni, primo concorrente) ed Attilio Testa, che nel 1998, esattamente 20 anni prima, partecipò e vinse per la prima volta alla Corsa delle Uova.
Nel 2019, la sera di venerdì 5 luglio, va in scena la sfida fra Giuliano Noris (raccoglitore, già vincitore dell’edizione 2018) che corre con il Gav Vertova e Carlo Beltrami, atleta di Casnigo de La Recastello, noto al grande pubblico in quanto vincitore nel 2017 di Bake Off Italia, il seguitissimo talent televisivo per pasticceri. A vincere è Beltrami, che completa l’andata e ritorno da Fiorano al Serio nel tempo di 41’33”. Al momento del suo arrivo in piazza Vittorio Veneto, Giuliano Noris aveva appena raccolto il fatidico centesimo uovo, senza riuscire a portarlo al traguardo. Sulla linea di partenza c’erano i familiari di Giovanni Bonazzi (ideatore) con la moglie Anita ed i figli don Stefano, Ferruccio e Luciana; Laura Bonazzi, vedova di Franco Ongaro “Pelè” (che nel 1981 suggerì all’Atalanta Club Valgandino di riportare in auge la gara) e Romano Zanforlin, direttore marketing dell’Atalanta B.C., nell’imminenza del ritiro precampionato in Val Seriana. Era accompagnato dalla nuova maglia gara 2019-2020, indossata da Elisabetta Lanfranchi di Peia. Un ideale augurio per il 40° di fondazione del Club Val Gandino, presieduto da Enzo Conti e per l’efficace diretta internet trasmessa via smartphone dal dinamico staff di Gandino WebTv.
Il 2020 è purtroppo l’anno della pandemia da Covid, che anche in Val Gandino porta lutti, dolore e apprensione. L’Atalanta Club Valgandino si vede costretta dalle disposizioni vigenti ad annullare la Corsa delle Uova, ma non rinuncia a proporre un evento alternativo.
La Notte delle Uova tenutasi venerdì 3 luglio nelle sale del Caffè Centrale ha infatti rinnovato “a tavola” la sfida senza tempo nata nel 1931. Non c’erano, a causa delle prescrizioni di distanziamento, i concorrenti impegnati nella raccolta delle cento uova o nella corsa verso Fiorano al Serio e nemmeno le migliaia di spettatori in Piazza Vittorio Veneto, con successiva Notte Bianca. Non sono mancati però l’intensità e lo spirito gioioso che fanno della tradizione un legittimo punto d’orgoglio. La cena, «spinata e distanziata», ha visto riproporre ai tavoli l’esatto allestimento della pavimentazione in porfido, con l’uovo segnaposto affondato nella segatura e, giocoforza, il fatidico metro di distanza. C’erano tanti amici accolti dal presidente Enzo Conti e da tutti i soci, a cominciare dai campioni dell’Atalanta di ieri Gianpaolo Rossi e Daniele Filisetti, personaggi del mondo atalantino come Aldo Piceni, il giornalista Pier Carlo Capozzi e lo scrittore Stefano Corsi, il già iridato di downhill Andrea Sepe, il sindaco Elio Castelli ed il presidente Pro Loco, Lorenzo Aresi. Non mancavano gli atleti che hanno fatto la storia della Corsa delle Uova: Valentino Nodari (plurivincitore e recordman di presenze), i fratelli Alessandro e Giuliano Noris, protagonisti per complessive sei edizioni, Oliviero Bosatelli detentore del record di raccolta. E ancora, Ruggero Bertocchi, concorrente più giovane all time (corse nel 1971 a soli 15 anni e successivamente nel 1973 contro il fratello Guido) e dal 1981 speaker e notaio della Corsa. Lo staff del Caffè Centrale, coordinato da Emanuel e Roberto Caleca con Silvia Imberti, ha saputo vincere la scommessa di servire cento Spinate nel lasso di tempo (circa 40 minuti) di norma necessario ai concorrenti in gara. A tema anche il dolce, con la riproduzione singola e sorprendente dei 100 fatidici cubetti numerati. L’incasso della serata è stato devoluto al progetto di recupero della Croce di Corno, in memoria di Lorenzo Rottigni. La Notte delle Uova è stata replicata con successo anche nel 2021.
Anche nel 2021 le disposizioni per la pandemia Covid hanno reso impossibile la disputa della Corsa delle Uova, proprio nell’anno in cui ricorrevano i 90 anni dalla prima edizione. Su suggerimento di don Stefano Bonazzi, l’Atalanta Club Valgandino punta sulla valorizzazione del “Giro di Boa” a Fiorano al Serio, con la fattiva collaborazione della locale Amministrazione Comunale. Sabato 3 luglio a Fiorano al Serio viene inaugurata così la stele commemorativa del “Giro di Boa”. La stele illustrata viene collocata in prossimità di quello che fino al 31 agosto 1967 fu il passaggio a livello della Ferrovia Val Seriana, poi dismessa. All’inaugurazione erano presenti il sindaco di Fiorano Andrea Bolandrina, il delegato allo sport del Comune di Gandino Michele Castelli, i figli di Giovanni Bonazzi (Ferruccio, Luciana e don Stefano, che ha impartito la benedizione), Franco Archetti figlio di Renzo (in rappresentanza anche delle sorelle Angela e Marinella), tanti familiari, numerosi soci dell’Atalanta Club Valgandino guidati dal vicario Giambattista Gherardi e dal segretario Claudio Rudelli, storici concorrenti come Valentino Nodari e i fratelli Giuliano e Alessandro Noris. Rappresentati anche i Comuni della Val Gandino, Pro Loco Gandino, Promoserio, Gruppo Alpini Gandino ed altre realtà locali. Presso il Caffè Centrale di Gandino fu comunque replicata la “Notte delle Uova” con diretta web curata da Valseriana News.
Nel 2022, venerdì 1 luglio, la Corsa delle Uova torna dopo tre anni di forzata assenza e vede la vittoria del raccoglitore Marco “Polo” Spampatti. L’atleta gandinese completa la raccolta, una per una, delle mitiche cento uova con un crescendo progressivo, che ha fermato i cronometri sul tempo di 42’30”. Il corridore Giorgio “Pinga” Robecchi, grande amico di Spampatti, ha dovuto alzare bandiera bianca ed ha completato l’andata e ritorno fra la piazza del Municipio e l’ex passaggio a livello della ferrovia Val Seriana a Fiorano al Serio con il tempo di 44’43”. Entrambi i concorrenti indossavano una speciale maglia celebrativa de La Recastello, gloriosa società di Gazzaniga che nel 2022 ha festeggiato il settantesimo di fondazione. Fra le note di colore da affidare agli annali l’inedita foratura della carriola nel pre-gara (prontamente risolta grazie a Ferramenta Lanfranchi) ed il fatto che Spampatti ha deposto due uova fuori dalla carriola, limite massimo di tolleranza.
La serata, caratterizzata dal gran caldo, ha visto nelle vesti di mossieri don Stefano Bonazzi, l’amministratore delegato di Cascina Italia Ruggero Moretti (storico sostenitore della prova) e Monica Pirovano, vicesindaco di Fiorano. Proprio a Fiorano c’era una delle novità più interessanti con una vera e propria festa che ha salutato il passaggio del corridore, vivendo l’attesa su grande schermo con la trasmissione in diretta della Corsa trasmessa in streaming da Gandino WebTv. Un saluto speciale è andato a Ruggero Bertocchi, storico speaker sulla piazza, che per la prima volta dopo 41 anni è stato obbligato ad un pit stop, sostituito da Giambattista Gherardi.
Nel 2023 la Corsa delle Uova ha visto trionfare il corridore Alex Lanfranchi. L’atleta di Casnigo, portacolori de La Recastello di Gazzaniga, ha completato la prova con il tempo di 37’51” (fra i migliori di sempre) e battuto l’amico-rivale Marco “Polo” Spampatti cimentatosi nuovamente sulle uova dopo la vittoria del 2022. Per il gandinese sono rimaste sui mucchietti di segatura le cinque uova più lontane mentre il sestultimo, già raccolto, stava per giungere al traguardo. Mossiere di questa edizione è stato Paolo Confalonieri, direttore della rivista Orobie, affiancato dai fratelli Ruggero e Guido Bertocchi, a cinquant’anni dalla disputa l’uno contro l’altro dell’edizione 1973. La vittoria arrise al primo. Ad immortalare la sfida fra Lanfranchi e Spampatti c’erano anche le telecamere di Rai Uno, con la troupe della trasmissione Camper guidata dall’inviata Annalisa Baldi. Il servizio è stato poi trasmesso martedì 29 agosto. Alex Lanfranchi ha salutato la vittoria con un infinito abbraccio all’amico rivale, alla moglie Silvia Musitelli e ai figli Riccardo, Andrea e Federico. Fra le sue mani sventolava per la prima volta il “testimonial”, un drappo personalizzato che segnala a Fiorano il passaggio del corridore, consegnato dal sindaco. Il bozzetto è stato realizzato da Emanuele Simone di LO Studio di Onore e stampato da Ricamificio Florens di Peia.
Quella di venerdì 5 luglio 2024 è stata un’edizione storica: la prima ad essere corsa da due rappresentanti del gentil sesso. In gara ci sono infatti la gandinese Luisa Gelmi, atleta del GAV Vertova (impegnata nel percorso di andata e ritorno verso Fiorano) e la toscana, da tempo in Val Seriana, Samantha Galassi de La Recastello di Gazzaniga (raccolta delle uova in Piazza Vittorio Veneto). È una prima assoluta, che per i tifosi neroazzurri fa il paio con la conquista dell’Europa League da parte dell’Atalanta, con la vittoria nella finale di Dublino (Irlanda) il 22 maggio 2024. In piazza Vittorio Veneto arriva per questo la riproduzione (alta 3 metri) della Coppa, già ammirata nel centro di Bergamo. Da segnalare anche il transito a Fiorano al Serio sul Ponte chiuso per mesi causa lavori.
La prova vede vincitrice Luisa Gelmi, podista, con il tempo di 43’01” (19’20” all’intermedio) su Samantha Galassi, che ha completato la raccolta delle 100 fatidiche uova con il tempo di 43’46”. All’arrivo di Luisa, Samantha doveva raccogliere le ultime cinque uova, fra gli undici e i quindici metri.
Una folla straripante ha lungamente applaudito le due protagoniste, entrate di diritto nella storia della Corsa. In piazza c’erano i figli dell’ideatore Giovanni Bonazzi (Ferruccio, Luciana e don Stefano) e la nipote di Archetti, Daniela, con i pronipoti Mattia e Margherita. Con loro anche Sabina Anesa, a rappresentare ufficialmente il Comune di Fiorano al Serio.
A dare il via alla prova, al secondo rintocco delle 20.30 sul campanile della Basilica sono stati Marino Magrin (campione neroazzurro che nel 1984 incise l’inno Forza Atalanta con il coro del Club Valgandino) e Aldo Moretti “Spazzola”, che nello stesso anno stabilì in 35’57” il record, tuttora imbattuto, verso Fiorano.
Tantissimi gli ospiti presenti a cominciare da Elisa Persico, rappresentante ufficiale di Atalanta B.C. Applausi anche per l’assessore regionale Paolo Franco che ha seguito Luisa Gelmi in bicicletta e i concorrenti delle passate edizioni. Presente anche Camille Vermeersch, giovane universitaria francese di Lille, che avrebbe poi raccontato la Corsa delle Uova nella sua tesi di laurea e nella concreta realtà della start up “Italie par Ici” avviata di conseguenza e disponibile online sul relativo canale Youtube.
La presentazione ufficiale dell’edizione 2025 si è svolta nel contesto inedito e prestigioso di Palazzo Lombardia a Milano, dove Regione Lombardia ha ospitato la conferenza stampa di presentazione di quella che è stata definita la ‘sfida più strana del mondo’. All’incontro in Regione, erano presenti gli assessori regionali Barbara Mazzali (Turismo, Moda e Marketing Territoriale) e Paolo Franco (Casa e Housing Sociale), oltre al sindaco di Gandino Filippo Servalli, agli organizzatori e ai concorrenti. «È sorprendente – ha sottolineato l’assessora Barbara Mazzali – pensare che una semplice scommessa tra ragazzi, nata nei primi decenni del Novecento, sia oggi diventata una manifestazione capace di attirare visitatori, fotografi, turisti e appassionati da tutta la Lombardia e oltre. Ogni anno, Gandino si accende di energia, risate e spirito di comunità grazie a questa sfida unica nel suo genere: una corsa podistica che unisce sport, folklore e identità locale. È un evento che non si limita allo spettacolo, ma sa raccontare un territorio, i suoi sapori, la sua cultura e il suo spirito accogliente».
«Una grande sfida agonistica, nata da una scommessa tantissimi anni fa – ha aggiunto l’assessore Paolo Franco, gandinese per parte materna – che oggi grazie alla Pro Loco e all’Atalanta Club Val Gandino, torna ad essere un evento di promozione di tradizioni culturali e sportive necessario per i nostri territori».
Il 4 luglio 2025 in gara sono tornati gli uomini, con due giovani portacolori del GAV Vertova: Mirko Nicoli (impegnato nella raccolta delle 100 uova) e Simone Marinoni, impegnato nell’andata e ritorno a Fiorano al Serio. Ha prevalso quest’ultimo, che ha completato l’andata e ritorno da Fiorano con l’ottimo tempo di 37’32”, fra i primi cinque registrati nella storia. Mirko Nicoli aveva sul tracciato le ultime 17 uova (dall’undicesimo al ventisettesimo), ed ha completato la raccolta con l’ottimo tempo di 40’31”. Nicoli è stato penalizzato dal selciato reso viscido dalla pioggia giunta in apertura di serata (anche due cadute), ma la prova di Marinoni è stata davvero maiuscola.
Alla presentazione degli atleti, prima del via, erano presenti Luigi Bombardieri (vincitore sessant’anni fa) e Attilio Testa (vincitore nel 2005), affiancati da Paolo Franco, assessore regionale, Marco Migliorati, presidente di Promoserio, Filippo Servalli, sindaco di Gandino, Lina Costanza, assessora di Fiorano al Serio, don Stefano Bonazzi, figlio dell’ideatore della Corsa, Sebastiano Parolini del GAV Vertova, gandinese miglior italiano sui 5000 metri nel 2025 e atleta del GAV Vertova. Mossiere ufficiale è stato Andrea Fabris, direttore generale corporate di Atalanta B.C., accompagnato dalla responsabile comunicazione Elisa Persico.